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gennaio 19, 2016

Sulle vette d’Abruzzo sin dalla penultima glaciazione

Con il suo musetto simpatico, le corna appuntite e lo sguardo curioso, non si direbbe che abbia 200000 anni. Il camoscio appenninico, splendido endemita delle nostre superbe montagne, vive in Abruzzo da molto prima degli abruzzesi umani, arrivati  “solo” 25000 anni fa.

Come l’Homo sapiens arrivò in Abruzzo dall’Africa, Rupicapra ornata (il nostro camoscio) arrivò dalla zona dell’Himalaya, in una migrazione durante la quale colonizzò tutta l’Europa. Finita la glaciazione del Riss (150000 anni fa) i camosci, adattati a vivere in climi rigidi e in zone rocciose, si rifugiarono sulle montagne europee, comprese le Alpi e gli Appennini. In Abruzzo in quel periodo il nostro ungulato conviveva con gli uomini di neanderthal!

Più tardi, sempre in Himalaya, comparve una nuova specie di camoscio, più tozzo, scuro e aggressivo. Con l’arrivo dell’ultima glaciazione, quella del Wurm (80000 anni fa), il nuovo camoscio ripercorse la stessa strada che fece Rupicapra ornata decine di migliaia di anni prima, incontrando il “vecchio” camoscio sulle montagne europee. Tra le due specie iniziò una spietata competizione che vide vincitore il nuovo camoscio, che avanzò in tutta Europa tranne che nella penisola iberica e in quella italiana.

Il nuovo camoscio si radicò sulle Alpi e su tutte le montagne dell’est Europa, mentre il camoscio “antico” rimase negli Appennini e nei Pirenei, dove il suo competitore non arrivò mai.

Ecco perchè in Italia, caso unico, vivono due diverse specie di camoscio, delle quali una, quello abruzzese, vanta il primato di “anzianità”. Ma nonostante l’età avanzata sono tutti d’accordo nel definirlo “il camoscio più bello del mondo”, per la sua eleganza, armoniosità delle forme e per lo splendido mantello invernale.

(foto di Mario Impicciatore)

Domenica 24 gennaio andremo ad incontrare lo splendido camoscio d’Abruzzo in escursione:

SCOPRI DI PIU’ SULL’ESCURSIONE “ALLA SCOPERTA DEL CAMOSCIO APPENNINICO”

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