Close

gennaio 20, 2016

Un santuario sulla via della trasumanza

C’erano una volta in Abruzzo i pastori, e ancora prima c’erano i pastori e ancora prima loro, i pastori. Sebbene con alterne vicende e fortune la pastorizia transumante ha plasmato il paesaggio, l’architettura, e il carattere stesso degli abruzzesi.

Le tribù italiche che abitavano le conche montane e i contrafforti dei grandi massicci salivano e scendevano dalle montagne con le loro greggi, i loro cani bianchi e le loro lance da guerra. Erano pastori-guerrieri, “gens fortissimae italiae”, i più forti della penisola, che si opposero a Roma con l’idea di una confederazione dal nome profetico “Italia”.

Veneravano Ercole, semidio guerriero, protettore dei commerci e della transumanza e avevano un grande santuario nei pressi di Sulmo, l’attuale Sulmona, proprio su quello che diventerà il tratturo Celano – Foggia a partire dal 1172, fino alla riforma agraria del 1806.

Il santuario di Ercole Curino visto dall'alto.

Il santuario di Ercole Curino visto dall’alto.

All’indomani della guerra sociale, soggiogati dai romani, i popoli abruzzesi mantennero la loro fierezza e conquistarono lo status di cittadini della repubblica, continuando il loro commerci e la loro attività pastorizia, con in più la capacità organizzativa della crescente potenza romana, che organizzò il territorio in modo perfetto.

Scena di transumanza in epoca romana

Scena di transumanza in epoca romana

Con i romani il santuario di Ercole divenne un monumento, fu ingrandito e vi si aggiunsero le splendide statue di Ercole ritrovate negli anni ’50. Poco dopo però, nel II secolo, un’enorme frana cadde dal monte Morrone, seppellendo il santuario e facendolo cadere nell’oblio.

La statua di bronzo di Ercole Curino, donata al santuario dal ricco armatore M. Attius Perticius Marsus.

La statua di bronzo di Ercole Curino, donata al santuario dal ricco armatore M. Attius Perticius Marsus.

La sacralità del luogo però rimase nella memoria tanto che nei pressi del sito sorsero l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone e la Badia di Santo Spirito al Morrone.

Il santuario al tramonto.

Il santuario al tramonto.

Riportati alla luce nel XX secolo, ancora oggi i resti del mitico santuario italico dominano la conca peligna e quello che fu il tratturo Celano-Foggia, testimone dell’epopea secolare dei pastori transumanti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *