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febbraio 10, 2016

Non chiamatelo semplicemente arbusto

Forse non esiste una pianta più fastidiosa del pino mugo per chi frequenta l’alta montagna. Percorrere zone dove cresce questa pianta può essere una vera faticaccia visto che crea boscaglie tanto fitte quanto intricate. Sopratutto sulla Majella, tra i 1700 e i 2300 metri di altitudine, ampie zone montuose sono densamente coperte da questa sorprendente conifera arbustiva. Non si tratta di un albero, benchè sia un pino a tutti gli effetti. E non è neanche un arbusto qualsiasi. Detiene infatti alcune caratteristiche che lo rendono davvero unico.

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Prima di tutto è un arbusto perfettamente adattato all’alta quota: è basso (da 1 metro a 3 metri) per resistere ai forti venti d’alta montagna, ma soprattutto è incredibilmente flessibile. I suoi rami infatti possono sopportare pesi notevoli senza spezzarsi. Questa caratteristica è fondamentale in ambienti dove la neve può cadere abbondante, arrivando a sommergere completamente i pini mughi.

La sua presenza sui pendii svolge un’altra funzione inaspettata: previene il fenomeno delle valanghe. Trattenendo la neve tra i suoi rami, il pino mugo si comporta come un paravalanghe naturale estremamente efficace.

I “boschi” di pino mugo costituiscono un ambiente ben definito, la mugheta. Tra i suoi rami trovano casa tanti uccelli, come ad esempio il crociere, il sordone, la passera scopaiola e il merlo dal collare, mentre i suoi apici costituiscono il nutrimento del camoscio nella stagione invernale. Forse è questa una delle ragioni del grande successo del camoscio sulla Majella, dove può disporre di una risorsa estremamente abbondante per superare la stagione fredda.

“Li chiappin”, come vengono chiamati i mughi in dialetto abruzzese, sono stati a lungo oggetto di taglio per liberare vaste zone montane da dedicare al pascolo. Oggi, con l’abbandono della pastorizia, questa pianta sta diventando quasi invadente, chiudendo l’accesso a varie zone montane dove i sentieri sono stati invasi dalla mugheta, creando qualche problema agli escursionisti.

A dispetto di ciò il mugo può essere amico della nostra salute: se ne può ricavare l’essenza “il mugolio” che, grazie all’azione balsamica, è molto efficace contro le affezioni bronchiali.

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