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aprile 1, 2016

Sull’infondatezza del maschilismo

Sebbene nella specie umana il maschio sia più grosso e pesante della femmina questo non vuol dire che si tratti di una tendenza generale in natura. In effetti la deformazione del nostro punto di vista antropocentrico ci suggerisce che è comune e generalizzato che il maschio abbia una maggiore stazza della femmina. Leoni, cavalli, cani, scimmie, e tante altre specie seguono questo schema: maschio grosso ed aggressivo, femmina piccola e docile. Ciò comporta che sia pacifico per noi che il maschio sia dominante sulla femmina, visto che in natura si verifica spesso. Come affermò Lord Tennyson: “La donna è l’uomo minore, e tutte le sue passioni, confrontate alle mie sono come la luce della luna alla luce del sole, e come l’acqua al vino”. Niente male per un barone inglese!

Del resto in tutta la cosmogonia umana, dai miti greci alle religioni orientali ed a quelle monoteiste i maschi rivestono e hanno rivestito  un ruolo predominante: Zeus era un maschio, Odino era un maschio, il sostantivo Dio è al maschile e nel cristianesimo si è rivelato attraverso la figura maschile di Gesù. Alle femmine nella storia umana sono riservati solo ruoli di contorno.

Sta di fatto però che la natura ci insegna quanto sia limitata questa visione. In tutte le specie di insetti le femmine sono più grandi dei maschi, e lo stesso avviene nella maggior parte degli uccelli e dei pesci. Anche tra i mammiferi la regola del maschio grande non è affatto generale, tanto che nei cetacei, ad esempio, le femmine sopravanzano i maschi in dimensioni, con buona pace del leviatano Melvilliano, evidentemente di sesso femminile, tanto che è possibile affermare che il più grande animale sulla terra di cui si abbia notizia è una femmina di balenottera azzurra di 28,5 metri.

Effettivamente la regola sembra essere esattamente opposta a quella che suggeriscono le nostre convinzioni culturali, e cioè che le femmine sono normalmente più grosse e pesanti dei maschi. E il motivo è presto detto: le femmine gestiscono l’atto cruciale della riproduzione, conservando e sviluppando le cellule che diventeranno nuovi esemplari della specie. Questo ruolo necessita di un corpo e di riserve energetiche adeguate. Il maschio, per contro, fa un piccolo investimento evolutivo, essendo portatore di gameti maschili (gli spermatozoi) che notoriamente hanno dimensioni microscopiche.

Per questo motivo i maschi possono permettersi di essere anche incredibilmente piccoli rispetto alle femmine. Ciò avviene ad esempio nella famiglia dei Ceratioidi, pesci abissali, dove il maschio è addirittura tanto minuscolo che si attacca al corpo della femmina come un piccolo parassita. In effetti il maschio di ceratioide non si nutre autonomamente, non nuota autonomamente e non interagisce socialmente. Semplicemente fornisce sperma per le uova della femmina.

Questo esempio illustra la sorprendente diversità in natura e come il punto di vista umano abbia la grande limitatezza di considerarsi termine di paragone assoluto. In effetti, se come è vero che il successo delle specie si misura in numero di individui e biomassa, gli insetti ci battono di gran lunga. E indovinate quale dei due sessi è più grande tra gli insetti?

 

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