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maggio 23, 2016

Un fiume di tesori scorre nel cuore dell’Abruzzo

Il fiume Orta, affluente del Pescara, scorre tra Majella e Morrone, in un’area ricca di storia e biodiversità.

Domenica 29 maggio ne visiteremo i luoghi più suggestivi, localizzati a ridosso degli abitati di Musellaro e Bolognano, dove il fiume scava un profondo canyon. Qui infatti l’uomo vive da centinaia di migliaia di anni. Ne è prova ad esempio il ritrovamento di sepolture rituali, probabilmente legate a sacrifici umani rinvenuti nella grotta dei Piccioni di Bolognano. In periodo romano l’area delle rapide di Santa Lucia era un lucus, che per i latini significava «radura nel bosco dove arriva la luce del sole». Qui i romani pensavano risiedessero poteri divini e spesso vi installavano santuari e templi. Ancora oggi il bosco è attraversato da una strada romana, poi divenuta medioevale, che scavalcava il fiume per mezzo di un imponente ponte di cui restano alcuni interessanti resti. La chiesa di San Tommaso di Caramanico è ancora sul tracciato di questa via di comunicazione a testimoniare l’importanza del sito anche in epoca medioevale.

Ma l’Orta è anche natura: la splendida cascata che forma la cisterna di Bolognano è uno dei luoghi più celebri del Parco Nazionale della Majella, la grotta scura, che visiteremo grazie a un permesso speciale, custodisce colonie di pipistrelli ambienti affascinanti. Sulle pareti del vallone nidifica il raro falco lanario e piante mediterranee colonizzano le rupi calcaree.

Una giornata dedicata ad un luogo di grande fascino per un’escursione di difficoltà facile, che lega la storia dei luoghi come un filo conduttore attraverso i secoli.

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