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giugno 26, 2016

Un parco difficile ma non impossibile

Da alcuni anni parla di Parco Nazionale della Costa Teatina, un’area protetta che dovrebbe sorgere lungo il tratto costiero della provincia di Chieti, conosciuto meglio come Costa dei Trabocchi, per la presenza delle famose strutture di legno storicamente utilizzate per la pesca. Il dibattito sulla sua costituzione, che vede protagonisti il Ministero dell’Ambiente, l’Ente Regione Abruzzo e i Comuni, oltre che ai vari gruppi di interesse quali albergatori, operatori balneari ed esercenti, è piuttosto acceso tra i sostenitori del progetto e i suoi detrattori. Di fondo c’è una resistenza da parte dei portatori di interessi economici e delle amministrazioni comunali, spaventati dai vincoli di tutela e dalla perdita di sovranità, che sta ostacolando l’iter costitutivo del Parco.

E’ indubbio che l’aggiunta di un soggetto, l’Ente Parco, sovraordinato ai comuni, possa spaventare coloro i quali attualmente hanno potere decisionale sui territori. E’ una preoccupazione legittima e comprensibile. Per contro bisogna considerare i costi e i benefici di un’operazione così importante in modo completo e privo di pregiudizi.

Per questo motivo mi permetto di individuare alcuni punti a favore dell’istituzione del Parco che secondo chi scrive possono essere sufficienti a far superare le paure dei cittadini, degli imprenditori e degli amministratori locali:

1 – Qualità ambientale: la più scontata delle ragioni ma che nasconde una serie di vantaggi non indifferenti. Avere un territorio sotto la tutela ambientale garantisce protezione da tutti quei progetti che spesso le popolazioni hanno dovuto combattere in questi anni perchè ritenuti dannosi per la salute pubblica, per l’agricoltura e l’ambiente. Pensiamo al Centro Oli di Ortona, a Ombrina, al porto minerario di Ortona… Inoltre in area protetta non possono essere realizzate opere sgradite quali discariche per rifiuti, centrali energetiche o impianti di interessa nazionale dal forte impatto ambientale.

2 – Promozione turistica: la vocazione turistica del territorio nessuno credo la metta in discussione. L’Italia intera deve prendere consapevolezza della propria vocazione che, accanto alle eccellenze industriali e artigianali, deve far crescere un progetto turistico ampio e competitivo, tale da fornire sbocchi di sviluppo per il futuro, visto e considerato che la manifattura sta spostandosi in modo massiccio verso aree del mondo a basso costo di mano d’opera. Un Parco Nazionale rappresenta senz’altro un formidabile elemento di attrattiva turistica. Un marchio territoriale che ne certifica gli alti livelli di qualità di gestione e che ricomprenda un intero territorio di dimensioni appetibili per un mercato turistico in trasformazione e gestibile con criteri di sostenibilità ambientale, può rappresentare una svolta per il decollo turistico dell’area.

3 – Impulso economico: due settori che si avvantaggerebbero in modo netto sono senz’altro l’agricoltura e la pesca. Lavorare in questi settori in area protetta permette di avvalersi di una immediata ricaduta positiva di immagine, legata alla qualità ambientale delle zone di produzione, tanto ricercata dai consumatori per gli acquisti alimentari. Inoltre le aziende agricole hanno la possibilità di differenziare la propria offerta aggiungendo servizi di ristorazione, di ricezione e di ricreazione che sono previsti e incoraggiati dai Piani di Sviluppo Rurale e che sono richiestissimi dai turisti.

4 – Infrastrutture: La capacità di un Ente sovraterritoriale di fare da collante tra i comuni per la realizzazione di infrastrutture turistiche di raccordo del territorio è strategica. Il famoso tracciato dell’ex  ferrovia, splendido, che costeggia per decine di km la costa dei trabocchi, e che rappresenta una potenziale formidabile infrastruttura  turistica, oggi è in stato di semi abbandono. Immaginiamo quale grande impulso alla fruizione della costa può dare attraverso gli accessi in bicicletta, pedonali, per il running, l’equiturismo. E’ un’infrastruttura che lega oltre tutto i principali luoghi di ricettività e che quindi avvantaggerebbe l’economia. Gli stessi percorsi all’interno della lecceta di Torino di Sangro, alcuni tratti delle aste fluviali e i sistemi dunali costieri possono costituire una rete infrastrutturale strategica per lo sviluppo dell’area.

5 – Edilizia: Una delle paure principali dei cittadini è il vincolo a costruire che l’istituzione di un Parco porta con se. E’ naturalmente vero che sussistono vincoli che ostacolano l’edificazione di nuove strutture ma bisogna tener conto del territorio in senso ampio e lungimirante. La cementificazione delle coste ha portato a un abbassamento della qualità ambientale e urbana che genera disaffezione da parte di turisti e abitanti ed è un modello sicuramente da non perseguire. Considerate invece che i vincoli aumenteranno i valori degli immobili presenti e che saranno molto più appetibili per imprenditori che vorranno investire in infrastrutture turistiche sulla costa dei trabocchi. Considerate inoltre i valori dei terreni agricoli, che saranno maggiormente apprezzati sul mercato per il vincolo ambientale al quale sono sottoposti.

In definitiva credo che considerando i pro e i contro il progetto del Parco Nazionale della Costa Teatino sia un’occasione da cogliere e da sposare perchè rappresenta l’opportunità di da crescere finalmente un turismo di qualità sulla costa, in un territorio che merita di ospitare un turismo di qualità.

Sabato 2 luglio vogliamo dare un contributo di visibilità e di promozione al progetto con la nostra escursione “Aspettando il parco marino”, una passeggiata di 10 km da Fossacesia a San Vito lungo il tracciato dell’ex ferrovia, tra scorci meravigliosi, trabocchi e un mare verde blu

Per maggiori informazioni sull’escursione clicca sul banner sotto:

Aspettando il parco marino

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