Close

luglio 20, 2016

San Giovanni all’Orfento, un patrimonio inestimabile

Chi raggiunge per la prima volta questo luogo magico non può nascondere la meraviglia e lo stupore. Pensare una piccola comunità di monaci o un singolo eremita passare settimane se non mesi in isolamento in un luogo così remoto e inaccessibile mette in crisi il nostro modo di interpretare e vivere la vita, tanto da risultare inconcepibile per noi uomini moderni. La meditazione e la preghiera prolungati, sommate alle deprivazioni fisiche, la fame e la sete, provocano negli asceti sensazioni di estasi e di contatto con la divinità. Queste pratiche, oggi associate a luoghi lontani e “spirituali”, come l’India, erano largamente utilizzate dai religiosi e mistici medioevali occidentali. Soprattutto nel basso medioevo, la nascita del monachesimo povero traeva spunto proprio dalle esperienze ascetiche di alcuni personaggi come Pietro da Morrone. Fu lui a scavare nella roccia della Majella questo capolavoro di ingegneria e di idraulica, sospeso sulla Valle dell’Orfento. Visitare questo luogo offre la possibilità di immaginare ed immedesimarsi in questi nostri antenati, che con incredibile fede e incrollabile volontà abitarono le valli e le grotte della Montagna Madre.

Sabato 30 Luglio visiteremo in escursione l’eremo di San Giovanni all’Orfento.

Per informazioni e prenotazioni contattare:

lucaspinogatti1@gmail.com

3283310602 (Luca)

Leggi il programma:

L’eremo inaccessibile di Celestino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *