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settembre 26, 2016

L’etica dell’osservazione faunistica

Incontrare gli animali in natura, soprattutto i grandi mammiferi, è un’esperienza bellissima che ci riempie di emozione e di rispetto per questi abitanti degli spazi selvaggi. Il fascino che gli animali esercitano sull’uomo è antico come il mondo e da sempre l’uomo nutre un rispetto e un arcaico timore nei confronti dei grandi animali. Nei secoli però i grandi mammiferi hanno subito drastiche riduzioni numeriche o addirittura estinzioni, sopratutto nelle zone più antropizzate del pianeta, come l’Europa. Nel corso degli ultimi decenni però, grazie alle politiche di protezione e all’istituzione delle aree protette, alcune zone (poche) d’Europa e d’italia hanno visto il ritorno o l’incremento numerico di specie simbolo come l’orso bruno, il lupo o il cervo.

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Oggi in Abruzzo, grazie alla presenza di ben tre parchi nazionali, è possibile osservare la fauna selvatica con una certa facilità. Molti appassionati, naturalisti, fotografi e organizzazioni escursionistiche si recano nelle ore serali o all’alba nelle zone di interesse faunistico per scattare fotografie e assistere allo spettacolo che la natura selvatica è in grado di offrire.

Con il crescere di questa nuova forma di fruizione dell’ambiente naturale urge però indicare i corretti comportamenti da tenere per evitare di arrecare disturbo agli animali e condizionare momenti delicati del ciclo vitale degli animali come i periodi riproduttivi, i parti e le nidificazioni.

Qui di seguito indichiamo alcuni consigli e indicazioni per evitare peraltro di mettersi nei guai con i regolamenti dei parchi e le leggi di protezione della fauna:

  1. Non avvicinarsi mai alle tane o ai nidi in periodo riproduttivo, gli animali potrebbero sospendere o abbandonare la cura della prole;
  2. Non cercare di fotografare A TUTTI I COSTI  gli animali cercando di avvicinarsi eccessivamente o spaventandoli e per vederli correre;
  3. Rispettare i divieti e i limiti imposti  dalle leggi e dai regolamenti di parchi e riserve (non abbandonare i sentieri, non usare mezzi motorizzati nei boschi o nei manti erbosi, non usare esche…);
  4. Evitare rumori molesti e parlare a bassa voce;
  5. Non abbandonare MAI i sentieri segnati (gli animali conoscono i percorsi degli umani, sentieri e strade e si allarmano se ci vedono al di fuori di essi);
  6. Segnalare agli organi competenti (Corpo Forestale, Ente Parco) ogni caso di danno o disturbo alla fauna.

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Quindi osserviamo la fauna, ma senza invadere i suoi spazi. Per questo sono importanti un buon binocolo e, per gli appassionati biowatcher, anche un cannocchiale, per poter osservare a distanza di sicurezza, ricordandosi che l’esperienza più bella è proprio quella di osservare il normale svolgimento della vita selvatica, dove l’uomo non crea disturbo ed interferenza.

Vi ricordo il prossimo appuntamento con la fauna di Camminare in Abruzzo, l’8 ottobre 2016 andremo a osservare i cervi nel periodo degli amori. Visita il sito camminareinabruzzo.it e la nostra pagina facebook per i dettagli.

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