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marzo 9, 2018

Metodo o logica? o entrambi?

C’è chi predilige l’ordine. Rassetta la scrivania, sistema perfettamente il letto, definisce una posizione in casa per ogni oggetto e guai se dovesse essere fuori posto anche per solo mezz’ora. I metodici sono così. I logici invece tendono al disordine nella misura in cui dicono a sè stessi: “so esattamente dove sono le cose e dove mettere le mani”. Fanno affidamento, a volte fin troppo, nell’ordine mentale delle cose, riflettono sul dove potrebbero essere gli oggetti in base all’ultima volta che le si è usate, spesso non si curano di metterli in luoghi predefiniti, ma ricostruiscono il loro percorso ipotizzando dove potrebbero essere finiti. Sono due approcci diversi, il primo più affidabile ma statico, il secondo meno affidabile (a volte gli oggetti si perdono per davvero) ma più dinamico e soggetto a trasformazioni.

Perchè faccio questa disamina sui metodici e sui logici? Perchè è così che immagino due pilastri delle scienze naturali: Karl Von Linne detto Linneo e Charles Darwin. Il primo è conosciuto per il suo lavoro sulla nomenclatura binomia degli esseri viventi, il secondo per la teoria evoluzionistica. Entrambi hanno dato un contributo gigantesco alla conoscenza degli esseri viventi attraverso la “classificazione”.

Chi è il metodico dei due? Sicuramente Linneo. Ha avuto il grande merito di escogitare un metodo che definisse un essere vivente attraverso un nome che fosse universalmente riconosciuto. Ossia che travalicasse le differenze linguistiche che attribuiscono agli esseri viventi nomi diversi a seconda della lingua. Ad esempio l’animale che in italiano si chiama leone, in inglese si chiamo lion, in spagnolo leon, in tedesco lowe, in arabo asada hayawan, in afrikaans leeu….. Linneo, nel 1735, risolse il problema attribuendo a ciascun animale o pianta conosciuti all’epoca un nome, anzi due, nella lingua universale della cultura e della scienza: il latino. Così il leone diventa Panthera leo, nome valido e riconoscibile da tutta la comunità scientifica. Allo stesso modo l’uomo viene denominato Homo sapiens, il gatto Felis catus, la pianta d’ulivo Olea europea e così via.

Linneo                                                              

Darwin

Si nota che ciascun essere vivente non ha un solo nome ma due, il primo in lettera maiuscola indica il “genere”, il secondo in lettera minuscola indica la specie. Così specie simili tra loro appartengono allo stesso genere ma a diverse specie. La tigre, simile al leone, è Panthera tigris, stesso genere Panthera, ma specie diversa: tigris al posto di leo. Questa è l’essenza della nomenclatura Binomia.

E’ davvero un sistema ingegnoso che fa tanta chiarezza nella classificazione degli esseri viventi. Ma quale criterio ha usato Linneo per la classificazione? Semplice: la somiglianza tra le specie. E’ evidente a tutti che un leone e una tigre sono simili tra loro, hanno dimensioni simili, denti simili, zampe e unghie simili, dieta simile…. Per questo per Linneo appartengono allo stesso Genere, ma non alla stessa specie perchè hanno delle differenze (mantello, comportamento).

 

Linneo quindi è il mio metodico, dal motto: “le cose simili devono stare vicine” come chi mette le penne con le penne, le matite con le matite e le gomme con le gomme.

Darwin invece è il mio logico dal motto: “le cose simili a volte sono meno simili di quello che sembra”. Un chiodo e una matita possono apparire simili anche se nessuno si sognerebbe mi mettere chiodi e matite in uno stesso portapenne. Ma in natura gli inganni possono essere davvero sottili, una mosca della famiglia Syrphidea può essere confusa con una vespa, apparentemente sono uguali.

Hover Fly sp.(Helophilus sp.) (Syrphidae)

Lo stesso vale per i cetacei che potrebbero essere scambiati per pesci. Oggi tutti sanno che una balena è un mammifero. Vero?? Ma ad uno sguardo superficiale potrebbero essere più evidenti le affinità con i pesci che con i mammiferi terrestri. Presenza di “pinne” e corpo idrodinamico suggerirebbero una similitudine tra pesci e cetacei. Guardando più a fondo emergono invece assolute affinità tra i cetacei e gli altri mammiferi, tipo di scheletro, metodo riproduttivo viviparo, assenza di branchie e presenza di polmoni….

Mammifero cetaceo

Pesce – squalo balena

In questo senso il criterio di similitudine di Linneo non è infallibile. Manca la logica utile a dipanare questa matassa di esseri viventi. Questa logica viene teorizzata da Darwin, nel 1859, e dice che gli esseri viventi sono simili tra loro nella misura in cui sono imparentati nella loro storia evolutiva, che tradotto in termini moderni: gli esser viventi sono tanto più simili tra loro quanto più sono simili geneticamente.

A DNA molto diversi corrispondono esseri viventi molto diversi, a DNA simili corrispondono esseri viventi simili. Così noi umani siamo geneticamente più simili alle scimmie che agli uccelli, e ciò è evidente anche con il criterio di similitudine. I pipistrelli sono simili a uccelli ma sono geneticamente più vicini ai mammiferi, ed ecco che sono classificati tra i mammiferi e non tra gli uccelli. Questo enorme lavoro di classificazione ci permette oggi di vedere la vita come un’enorme rete che allunga le sue maglie nel tempo. Ogni giorno nascono nuovi esseri viventi con un genoma unico. I suoi parenti più prossimi sono i propri genitori, i più antichi si perdono nella notte dei tempi in un unico grande fluire che procede ininterrotto da 3 miliardi e mezzo di anni.

Il metodo ha bisogno di un criterio. Linneo ha messo il metodo, Darwin il criterio. Ossia quando logica e metodo si incontrano si ottiene una buona sintesi.

 

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